© 2019  rafferoico mobile XXII V MMXIX

QUEL CHE È STATO, È, SARÀ

a cura di Maria Savarese

Napoli - Palazzo Fondi

dal 25 giugno al 14 luglio 2019

(aperta dal giovedì alla domenica, dalle ore 17.00 alle 20.00)
Inaugurazione 25 giugno ore 17.30

«Il contemporaneo è l’intempestivo», sosteneva Roland Barthes in uno dei suoi corsi al College de France, mentre per il filosofo Giorgio Agamben il contemporaneo è «una singolare relazione col proprio tempo, che aderisce a esso e, insieme, ne prende le distanze”, è un’abilità particolare, che equivale a neutralizzare le luci che provengono dall’epoca per scoprire la sua tenebra, il suo buio speciale». Su queste tracce filosofiche si muove la mostra Quel che è stato, è, sarà, selezione di opere pittoriche di Raffaello Eroico create fra il 2011 e il 2019. Una mostra che ben rappresenta la tensione esplorativa ed intellettuale nel suo lavoro.
Una ricerca costantemente influenzata dall’arte rinascimentale e barocca, in perfetto equilibrio nel dialogo, non sempre facile, tra arte classica, digitale e contemporanea.
Nei lavori di Raffaello Eroico la materia ricopre un posto centrale che armonizza l’austerità dell’innovazione classica e formale del modernismo, declinandolo con estrema abilità verso l’orizzonte contemporaneo.
Le opere selezionate per la mostra di Palazzo Fondi, si situano in una prospettiva site specific poiché sembrano accogliere le suggestioni artistico-culturali dello storico edificio e dell’intera città di Napoli. Una semiotica visiva così intensa da rivelare la volontà intellettuale di Eroico di dialogare con la grande tradizione del passato attraverso un rinnovato linguaggio espressionistico: profondo nella ricerca della luce e del colore, in cui i corpi e i volti delle figure ritratte e i paesaggi rappresentano un tentativo costante dell’artista di generare una nuova classicità, una dimensione senza spazio e senza tempo.
L’arte contemporanea di Eroico afferra sia la luce che il buio del presente mettendo in atto una trasformazione nel rapporto con altri tempi. L’obiettivo, ci sembra, è quello di leggere in modo nuovo la storia, un’urgenza a cui ogni artista è tenuto a rispondere e che doveva avere in mente il filosofo francese Michel Foucault, quando scriveva che le sue indagini storiche sul passato erano soltanto l’ombra della sua interrogazione teorica del presente.

Maria Savarese

https://www.napoliteatrofestival.it/spettacolo/raffaello-eroico-quel-che-e-stato-e-sara/

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